Anello cicloturistico Thiene
L’anello cicloturistico di Thiene, comincia tra i campi della pianura vicentina, a Marano Vicentino. Il primo tratto serve da riscaldamento: pedaliamo lungo stradine bianche e campi coltivati, incrociamo qualche fattoria e, appena entrati a Zanè, seguiamo la segnaletica della ciclabile. Un murale dedicato ad Asterix e Obelix indica la presenza di una fontanella: qui facciamo il primo rifornimento d’acqua e una sosta golosa alla Gelateria Santarosa, proprio come farebbe qualsiasi cicloturista.
Verso la Val d’Astico
Lasciato Piovene Rocchette, la strada diventa la ciclabile Rocchette–Arsiero. È costruita sul sedime della vecchia ferrovia Rocchette–Asiago, per questo la pendenza è dolce: nel tratto lungo il torrente Astico la pendenza media è appena dello 0,6 %, con punte massime del 5 %, e il dislivello complessivo è di meno di 100 m. La sede è mista (asfalto e terra battuta), adatta a ogni tipo di bici. Il fiume scorre al nostro fianco, la vegetazione ripara dal sole e, nei punti panoramici, lo sguardo corre verso il Monte Summano e la Val d’Astico. I paesi di Arsiero e Chiuppano offrono piccoli bar e fontanelle per rinfrescarsi.
La lunga salita alla Bocchetta Paù
Ad Arsiero lasciamo il fondovalle per affrontare la salita più dura dell’anello. La strada provinciale si avvita con una sequenza di tornanti che sembra infinita; la pendenza oscilla fra l’8 % e il 10 %. Il tracciato originale del trenino “Vaca Mora” superava qui circa 700 m di dislivello; oggi ne ripercorriamo solo una parte. Il dislivello accumulato è notevole, ma la ricompensa arriva in quota: alla Bocchetta Paù (circa 1.050 m s.l.m.) un balcone naturale offre un panorama mozzafiato sulla pianura vicentina e sul profondo canyon della Val d’Astico. Una fontanella scolpisce fresche gocce di montagna; seduti su una panchina consumiamo uno spuntino prima di proseguire.

Sull’Altopiano e la Galleria dell’ex ferrovia
Raggiunta la frazione di Campiello, la salita si attenua. Qui sorge l’ex stazione ferroviaria, oggi trasformata in punto di ristoro. Poco più avanti troviamo il Cimitero militare austro‑ungarico e un’altra fontanella. La strada continua quasi in piano lungo la Strada del Vecchio Trenino. Secondo Visit Pedemontana, questo itinerario ciclopedonale segue la vecchia ferrovia Rocchette–Asiago per circa 12 km, con un dislivello di 250 m. Il fondo è ben battuto e la vegetazione fitta; i panorami si aprono a tratti sulla valle. L’attrazione principale è la Galleria dell’ex ferrovia di Cesuna: un tunnel di qualche centinaio di metri, illuminato da fotocellule ma da affrontare con una luce frontale. L’ingresso della galleria ospita una piccola grotta e un’area per fermarsi.

foto di Giulia_Ceres
Il Ponte di Roana e l’altopiano di Asiago
All’uscita della galleria raggiungiamo Treschè Conca e poi Roana. Prima di attraversare l’abitato, ci fermiamo al Ponte di Roana: un’elegante struttura in pietra che scavalca una gola profonda e regala una vista vertiginosa. Poco oltre, una deviazione conduce al Forte Interrotto e al Sacrario di Asiago, testimonianze della Grande Guerra. Le fontanelle dei paesi e i bar offrono rifornimenti continui; nelle trattorie di Mezzaselva o Rotzo è d’obbligo assaggiare gli gnocchi di patate di Rotzo.

Foto https://www.iluoghidirigonistern.it/luoghi/ponte-roana/

foto a cura di PinionRadlerJan
Discesa verso Pedescala
Da Rotzo, a circa 1.300 m di quota, comincia la lunga discesa verso la Val d’Astico. La strada si snoda in una serie di tornanti numerati (ce ne sono almeno dodici) e scende velocemente di circa 600 m di dislivello. È una discesa da affrontare con prudenza: l’asfalto può essere umido e la vista sulla valle distrae facilmente. A Pedescala rientriamo nel fondovalle; il paese offre un paio di bar e una fontana in piazza per riempire le borracce.
Il ritorno lungo il fiume
L’ultima parte dell’anello ricalca il fondo valle. Entriamo sul Sentiero del fiume Astico, un percorso ciclopedonale immerso nella natura. Qui ritroviamo pendenze dolcissime – la stessa ciclabile Rocchette – Seghe ha pendenze medie dello 0,6 % – e tratti sterrati facili. A sinistra scorre l’Astico, a destra boschi di carpini e castagni. Ci fermiamo al Salto del Granatiere e alla Galleria Cannoniera di Monte Cengio, gallerie scavate nella roccia durante la Prima Guerra Mondiale. Poco dopo un punto panoramico consente di osservare da vicino le rapide del fiume.ù

Attraversiamo minuscoli borghi (Valle Novegno, S. Agata, Mosson) dove altre fontanelle ci assicurano acqua fresca. La strada si fa più larga man mano che ci avviciniamo a Piovene Rocchette; una volta rientrati sulla ciclabile del trenino, riconosciamo il murale di Asterix e Obelix e sappiamo di essere quasi arrivati. Gli ultimi chilometri verso Marano Vicentino sono pianeggianti e ci permettono di sciogliere le gambe.
Dati e consigli pratici
- Lunghezza e dislivello: l’anello completo misura circa 75 km e presenta un dislivello positivo di 1.250 m. La parte più impegnativa è la salita alla Bocchetta Paù (!!!); le altre pendenze sono moderate grazie alla sede ferroviaria.
- Difficoltà: il percorso è impegnativo per la lunghezza e il dislivello. Richiede una buona preparazione o l’uso di una e‑bike. La pista del trenino e il Sentiero del fiume Astico sono adatti a tutti.
- Punti acqua e ristoro: lungo l’itinerario sono presenti molte fontanelle (Piovene Rocchette, Arsiero, Campiello, Rotzo, Pedescala e lungo il Sentiero dell’Astico). Sono presenti anche bar e trattorie nelle principali frazioni; una gelateria a Piovene e agriturismi a Rotzo offrono ristoro.
- Panorami: dalla pianura si osservano il Monte Summano e la catena prealpina; dalla Bocchetta Paù si domina tutta la provincia di Vicenza; sul ponte di Roana e lungo la Strada del Vecchio Trenino si ammirano la Val d’Astico e i boschi di larici; lungo la discesa verso Pedescala i tornanti offrono scorci continui; infine, il Sentiero dell’Astico regala vedute su rapide e canyon.
Conclusione
L’Anello cicloturistico di Thiene che collega Marano Vicentino con il Ponte di Roana e la Galleria della vecchia ferrovia è un condensato di cicloturismo: un percorso che mescola storia (le ferrovie dismesse e le fortificazioni della Grande Guerra), natura (fiumi, boschi e prati di montagna) e gastronomia (gelati, agriturismi e fontanelle d’acqua fresca). La lunghezza e l’importante dislivello lo rendono una sfida per chi cerca un itinerario completo, ma la presenza di numerosi punti di sosta e la possibilità di percorre lunghe sezioni in tranquilla ciclabile lo rendono accessibile anche ai meno allenati con un po’ di tempo. È un giro da affrontare con calma, assaporando ogni paesaggio.
