Cicloviaggio attraverso l’Appennino Ligure
Affrontare un cicloviaggio attraverso l’Appennino Ligure da Altare a Masone significa immergersi in un itinerario che unisce la fatica delle salite alla bellezza severa dei crinali liguri, lungo un tracciato che percorre in buona parte l’Alta Via dei Monti Liguri. In poco più di 75 chilometri si toccano ambienti boscosi, pascoli sommitali e borghi rurali, con un dislivello complessivo di 1.800 metri che impone un buon livello di allenamento e una bici adatta – meglio se gravel o mountain bike.
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Salita iniziale: da Altare a Pontinvrea tra castagni e vetro
Il viaggio inizia da Altare, borgo celebre per la tradizione vetraria e il suo Museo del Vetro. Dopo pochi chilometri si raggiunge il valico di Cadibona (459 m), spartiacque tra Alpi e Appennini. La salita, su antiche vie secondarie, conduce gradualmente al Bric dell’Omo Morto e al Monte San Giorgio, attraversando boschi misti di castagni e faggi. I cartelli del Parco del Beigua avvisano che ci si trova nel Sito di Interesse Comunitario Pian della Badia – Tiglieto.
Una prima vera pausa è consigliata nella piccola località Naso di Gatto, dove un bar-ristoro rustico offre ristoro prima della discesa verso Pontinvrea, un comune collinare dotato di fontane, forno e generi alimentari: perfetto per fare rifornimento prima del tratto più impegnativo del percorso.

foto di https://www.komoot.com/it-it/user/818925972455 – Marco
Dislivelli severi e praterie: la tratta Pontinvrea–Pratorotondo
Dopo Pontinvrea, il percorso prende quota più decisamente. Si lambiscono rilievi come il Bric Sportiòle (890 m) e il Bric Giancavèra, con lunghi tratti di sterrato che mettono alla prova gambe e pneumatici. Qui la natura è più selvatica: faggi, radure, e scorci sulle Alpi innevate verso nord-est.
Il Rifugio Cascina Miera, indicato anche sulle mappe, è una tappa preziosa: ci si può fermare per bere, mangiare panini o gustare una torta di verdure fatta in casa. Più su, verso il pianoro di Pratorotondo, si aprono le vedute sul Monte Beigua (1.287 m) e si incrociano possibili deviazioni.

Una tra queste porta a Sassello, noto per i suoi amaretti morbidi e per la pasticceria “A De Nanni”. Il borgo merita una deviazione, anche breve, per ricaricarsi con dolci locali e godersi un centro storico vivo ma tranquillo.
Discesa verso Tiglieto: storia e frescura lungo l’Orba
Dal pianoro, si discende verso la valle dell’Orba, tra Bric della Rama e praterie montane. Dopo aver sfiorato località come San Giovanni Battista e San Bernardo, si entra nel territorio comunale di Tiglieto, conosciuto per l’abbazia cistercense fondata nel 1120, la prima in Italia.
A San Pietro d’Olba si trovano un bar e una bottega. Il paesaggio diventa più morbido: tra castagneti e zone alluvionali, si segue il torrente Orba verso sud-est. In estate, il tratto può essere caldo e privo di ombra: importante avere borracce capienti, anche se alcune fontane sono presenti nelle frazioni di Martina e Palo.

Fonte: https://www.komoot.com/it-it/tour/2755667116/ di Santino Belotti
L’ultimo sforzo: dal Monte Calvo al Giovo di Masone
Dalla quiete di Tiglieto si torna a salire: la pendenza si fa sentire sul tratto che porta al Monte Calvo (738 m), con pendenze vicine al 10%. Qui il tracciato torna su sentieri di crinale, offrendo scorci ampi sul Monviso e le Alpi occidentali, soprattutto in giornate limpide.
Una volta raggiunto il Giovo di Masone, comincia la discesa verso Masone, attraverso boschi di betulle e pini, fino a sbucare nei pressi della Cascata del Serpente, dove un salto d’acqua rinfresca anche nelle giornate più calde.
A Masone, il cicloviaggiatore trova osterie tipiche che servono piatti della Valle Stura, tra cui la polenta coi funghi e il coniglio alla ligure. Il centro ospita anche la Casa Museo Rurale Valtittone, dedicata alla cultura locale.
Natura e consigli tecnici: pedalare nel Parco del Beigua
Il Parco del Beigua è il più grande della Liguria, esteso su 87 km² e riconosciuto come geoparco europeo dal 2005. Pedalando lungo questo tratto dell’Appennino ligure, si attraversano tre SIC (Siti di Interesse Comunitario) e una Zona di Protezione Speciale.
La biodiversità è notevole: faggete, praterie alpine, pinete, e in primavera, genziane e orchidee colorano i versanti. Non è raro osservare rapaci come poiane o bianconi.
A livello tecnico, il percorso non presenta tratti esposti o pericolosi, ma il fondo sterrato e le salite impegnative rendono fondamentale una bici robusta e ben frenata. In inverno è possibile trovare neve sui crinali, quindi è raccomandato valutare il meteo e l’attrezzatura in base alla stagione.

fonte https://www.komoot.com/it-it/user/486679651947
Conclusioni: un itinerario tra sport e autenticità
Il cicloviaggio attraverso l’Appennino Ligure da Altare a Masone è un perfetto esempio di cicloturismo che unisce natura, fatica e cultura locale. Dalle salite impegnative del crinale ligure ai piccoli borghi come Tiglieto e Sassello, dalle pasticcerie artigiane alle osterie di valle, questo itinerario valorizza una porzione autentica di Liguria lontana dai circuiti più battuti.
La dorsale ligure non regala la pedalata facile, ma in cambio offre paesaggi vasti e silenziosi, la sensazione di avanzare al ritmo della montagna e il gusto di conquistare ogni cima con le proprie forze.
rif.
https://it.wikipedia.org/wiki/Parco_naturale_regionale_del_Beigua
https://it.wikipedia.org/wiki/Altare
https://it.wikipedia.org/wiki/Masone
https://it.wikipedia.org/wiki/Sassello
https://it.wikipedia.org/wiki/Tiglieto
