Dal Mugello al Casentino in bici: un cicloviaggio tra salite, sterrati e vallate

Cicloviaggio dal Mugello al Casentino

Cicloviaggio dal Mugello al Casentino

Affrontare un cicloviaggio dal Mugello al Casentino significa immergersi in un paesaggio autentico, fatto di strade secondarie, silenziosi borghi toscani e lunghe salite appenniniche. È un itinerario di circa 85 chilometri che alterna tratti asfaltati a sterrati ben compattati, ideale per chi ama la gravel bike e desidera mettersi alla prova in un ambiente variegato e naturale. Questo percorso ciclabile collega due valli dal forte carattere identitario, attraversando borghi come San Piero a Sieve, Borgo San Lorenzo e Vicchio, prima di salire al valico di Croce ai Mori e discendere nel cuore verde del Casentino.

Dal lago di Bilancino alla valle del Sieve: le prime pedalate

Il viaggio inizia a Cavallina, frazione di Barberino di Mugello, costeggiando il lago di Bilancino su una piacevole pista ciclabile con fondo compatto. Già dai primi chilometri si percepisce la natura del percorso: un alternarsi di strade secondarie e tratti di sterrato, perfetti per le caratteristiche della gravel bike. Il contesto è rilassato, con bar e aree picnic lungo il lago, utili per una breve pausa prima di entrare nelle campagne.

Superata la diga del Bilancino, il tracciato si snoda tra campi coltivati e dolci poggi: il profumo dell’erba, la luce radente del mattino e le case sparse rendono questo tratto iniziale un vero assaggio di Toscana rurale. A San Piero a Sieve, ci si può fermare per una colazione veloce nei bar della via principale, visitare la pieve di Santo Pietro e approfittare delle fontane pubbliche per riempire le borracce.

Subito dopo il borgo, inizia l’Eco-percorso del Sieve: un tratto sterrato e pianeggiante che segue il fiume e offre scorci suggestivi sulla valle. È uno dei segmenti più piacevoli e accessibili del tragitto, perfetto per ambientarsi prima delle prime vere salite.

Attraverso il Mugello: borghi, vigneti e colline

Proseguendo lungo la SP41 si raggiunge Borgo San Lorenzo, il centro più importante del Mugello, dove una sosta è d’obbligo per rifocillarsi e osservare la vita del paese. Dopo una breve deviazione tra le viuzze del mercato e la Pieve di San Lorenzo, si continua verso Ronta e poi Vicchio, attraversando un paesaggio che cambia gradualmente: dai campi ai vigneti, dagli oliveti alle prime alture dell’Appennino.

Il tratto tra Sant’Agata e Scarperia è particolarmente bello e vario, con strade bianche che passano accanto al circuito del Mugello, agriturismi e fattorie storiche. Alcune salite più marcate cominciano a farsi sentire, ma i paesaggi compensano la fatica: il paesaggio toscano, con le sue sfumature di verde e oro, accompagna ogni pedalata. A Vicchio, patria di Giotto, si conclude idealmente la prima parte del viaggio: i dislivelli restano contenuti e le difficoltà tecniche sono minime.

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Foto di Wildfreedom_Experience – https://www.komoot.com/it-it/user/1850148037596

Da Vicchio a Londa: la valle si stringe

Lasciato Vicchio, si pedala verso Dicomano e poi Londa, percorrendo tratti sempre più boscosi e isolati. Le strade secondarie sono ombreggiate da cipressi e abeti, con l’altitudine che cresce progressivamente. Londa, adagiata tra castagneti, è l’ultimo vero punto di sosta prima della salita al valico. Qui conviene fermarsi per un piatto tipico – come i tortelli di patate – o semplicemente per fare il pieno d’acqua.

La sfida del valico di Croce ai Mori

La salita al valico di Croce ai Mori è la vera prova del cicloviaggio. Circa 15 km di ascesa con un dislivello vicino ai 900 metri, su una strada in gran parte asfaltata ma con segmenti sterrati. Le pendenze si mantengono costanti, ma alcuni tornanti finali richiedono determinazione e allenamento. Il paesaggio cambia radicalmente: si entra nel bosco, tra faggi e castagni, in un ambiente più umido e fresco. Lungo la salita si trovano piccoli borghi come Poggio Petroio e Poggio Ratoio, e rare fontane sorgive.

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Foto Marco Bernacchioni https://www.komoot.com/it-it/user/692583917618

Il valico, a oltre 1.000 metri di quota, segna il confine tra Mugello e Casentino. Qui si può sostare al piccolo chiosco stagionale o sulle panche panoramiche nei pressi di Casa Foresta. Il panorama sull’Appennino romagnolo da una parte e sulla vallata del Casentino dall’altra è ampio e appagante. Questo tratto è uno dei più amati dagli appassionati di gravel bike, per la combinazione di natura e sfida fisica.

Discesa nel Casentino: natura e silenzio

Dal valico si apre una lunga e graduale discesa verso Stia. Il primo tratto attraversa faggete e prati d’altura, alternando asfalto e sterrato, con curve larghe e scorrevoli. Si passa accanto a piccoli nuclei come Poggio Tramonti, poi si entra nel fondovalle, tra castagneti e vigneti. L’aria balsamica dei boschi accompagna gli ultimi chilometri, in un tratto silenzioso e privo di traffico.

Arrivando a Stia, si attraversano due ponti – sul torrente Staggia e sull’Arno nascente – prima di raggiungere il centro storico. Qui si trovano bar, ristoranti e un’area attrezzata per la ricarica delle e-bike, segno di un territorio sempre più aperto al cicloturismo. A pochi passi, il Museo dell’Arte della Lana chiude simbolicamente il viaggio, ma chi vuole può proseguire fino a Pratovecchio.

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Informazioni pratiche per cicloturisti

Il percorso misura circa 85 km con 1.500 metri di dislivello. È adatto a ciclisti allenati o a chi utilizza una e-bike. Le strade secondarie e gli sterrati sono in buone condizioni, ma in caso di pioggia i tratti in quota possono diventare fangosi: si raccomanda l’uso di copertoni larghi e di un kit di riparazione. Le fontane sono frequenti fino a Londa, poi rare: conviene partire ben equipaggiati per la salita.

Le soste consigliate per cibo e acqua includono:

  • Bar lungo il lago di Bilancino

  • San Piero a Sieve (bar, fontane)

  • Borgo San Lorenzo (piazza Dante)

  • Vicchio (piazza principale)

  • Londa (piazza della Repubblica)

  • Chiosco al valico (stagionale)

  • Stia (numerosi ristoranti e B&B)

Un viaggio completo tra due valli

Il cicloviaggio dal Mugello al Casentino è un’esperienza completa, che unisce la fatica della salita al piacere della discesa, la varietà del paesaggio alla ricchezza delle tradizioni toscane. Il tracciato è pensato per chi cerca un itinerario gravel non estremo ma comunque impegnativo, con salite lunghe, discese panoramiche e soste gastronomiche.

Attraversare l’Appennino in bici significa rallentare, osservare, pedalare a ritmo naturale: e questo itinerario lo dimostra perfettamente.